Come ricordare: istruzioni per l’uso

«Si chiese se dopo tanti anni non avrebbe dovuto prendere in considerazione l’idea di dimenticare. Dimenticare? Che roba è?»: siamo nelle prime pagine di Patria di Fernando Aramburu (Guanda, 2017), e di colpo iniziamo a intravedere quello che sarà il fil rouge del libro, una potentissima narrazione del conflitto infinito tra identità complesse nei Paesi Baschi, un conflitto che arriva fino al cuore delle singole famiglie, a lacerarlo. Patria è un romanzo magnetico, che rende universale un dramma potenzialmente incardinato alla vita di una piccola comunità e che affronta il tema dell’impossibilità di superare il passato recente e i suoi lutti. E credo che questo lo leghi indissolubilmente ad altri due libri meravigliosi usciti nell’ultimo anno: Exit West di Mohsin Hamid (Einaudi, 2017), romanzo ambientato in un futuro in parte distopico che ci racconta l’amarezza dello sradicamento, e lo spietato La ferrovia sotterranea (Sur, 2017) di Colson Whitehead, altra opera magnetica ambientata, al contrario, nel passato, negli Stati Uniti dell’Ottocento in cui sono apparentemente inscalfibili le fondamenta dello schiavismo, nonostante le lotte – reali e immaginate – degli abolizionisti. Un libro, quest’ultimo, da leggere prima o dopo il manifesto di Ta-Nehisi Coates, Tra me e il mondo (Codice, 2016), che con rara nitidezza mostra agli statunitensi come quella ferita della loro storia sia ancora drammaticamente aperta.

Forse è impossibile dimenticare, ma questi tre romanzi – scegliendo personaggi femminili come punti di vista prevalenti – ci aiutano a fare i conti con la nostra storia di esseri umani. Nel passato, nel presente, e nel futuro.

Carlo Greppi

Carlo Greppi

Storico e scrittore