Adriano Sofri

Una variazione di Kafka

Sellerio

Abbiamo un indagatore delle lettere, un detective attento al particolare, alla traccia minima: Adriano Sofri.
Il suo ultimo libro, Una variazione di Kafka (Sellerio 2018) è, semplicemente, geniale. Un saggio, che si trasforma in un giallo: dove i colpevoli (forse) bisogna cercarli tra i traduttori della Metamorfosi. Sofri (dopo Machiavelli, Tupac e la Principessa, sempre Sellerio) si dedica ora a Kafka. Prendendo in esame una parola. Una parola! Strassenlampen, che significa lampioni.
Una parola che è all’inizio della seconda parte della Metamorfosi. Solo che nella storica traduzione italiana di Anita Rho (Frassinelli, 1935) i lampioni si trasformano in tram. Cioè in Strassenbahn. Cavoli, possibile una svista così madornale?
Sofri prende la lente d’ingrandimento, la sua infinita conoscenza, cultura e curiosità, e va, metaforicamente, in giro per il mondo a confrontare le varie traduzioni di quella parte della Metamorfosi (che in realtà bisognava tradurre con “Trasformazione”, ma questa è un’altra storia, non questa, più intrigante).
Adriano, leggi e rileggi, finisce in Spagna e un indizio su quel tram ci porta in Spagna, a metà degli Anni Venti: alla traduzione di Margarita Nelken, “ebrea, donna, un po’ artista, intellettuale, comunista, puttana – traduttrice, anche”.
Tutto risolto? Per niente. No, la questione continua a non quadrare perché i lampioni, seppure con tanta tanta immaginazione, non possono diventare un tram. In più edizioni. Ed è così che entra in scena un insospettabile, ma forse no: Jorge Luis Borges. La questione diventa, così, universale.
Tra paralleli e finzioni.
E allora? Allora leggetevi questo libro perché (probabilmente) il colpevole è proprio “lui”, da sempre sotto i vostri occhi…

Darwin Pastorin

Darwin Pastorin

Giornalista e scrittore