Madeleine Thien

«Non dite che non abbiamo niente»

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Non dite che non abbiamo niente è un romanzo costruito sapientemente, le cui vicende si intersecano le une alle altre, come scatole cinesi. Al centro della vicenda incontriamo Jiang Kai, Passero e Zhuli, allievi del Conservatorio di Shanghai, musicisti le cui vite offrono uno sguardo speciale sugli avvenimenti che hanno condizionato la quotidianità e la cultura della società cinese degli ultimi decenni.

Per loro la musica non rappresenta solo lo strumento per esprimere la propria creatività, diventa “parola”, diventa “scelta” su come vivere per mantenere la propria integrità in un momento storico dove la censura appiattisce, uniforma, umilia il pensiero.

Zhuli si toglie la vita. Kai emigra in Canada ma poi torna, per morire solo, a Hong Kong. Passero resta in Cina a costruire radio, autoimponendosi il silenzio creativo. Della loro storia rimangono poche tracce, trascritte nel Libro dei Ricordi, una sorta di diario che si tramanda di generazione in generazione. Saranno le figlie di Kai e Passero a riportare in vita quelle storie, quelle scelte. Quel taccuino dei ricordi, in cui ogni storia ne apre un’altra, dove nessuna storia è più importante delle altre, permette di ritrovare quelle radici indispensabili per capire chi siamo e come lo siamo diventati.

ritmi

(romanzi, racconti e novelle)